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martedì 3 dicembre 2013

LE PERSONE IMMIGRATE IN ITALIA....... UNA RISORSA SENZA DIRITTI.

LE PERSONE IMMIGRATE IN ITALIA....... UNA RISORSA SENZA DIRITTI.

(Proposta di comunicato stampa)

La crisi generale del sistema capitalista colpisce anche l'Italia, dove gli effetti di essa sono disoccupazione, salari bassi, riduzione dei servici pubblici e un fermo generale de la produzione. I governi cercano di risolvere questa crisi applicando le misure altri tempi fallite del Neo-liberismo: privatizzazione delle imprese pubbliche, tagli a la sanità, istruzione e altri servizi. E tutte le ricette dettate dalla Banca Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale.

Pur essendo molto forte questa crisi, il contributo dato delle persone immigrate, cioè, lavoratrici e lavoratori immigrati arriva a essere il 11% del PIL (Prodotto Interno Lordo), quindi di tutto quello che si produce e si commercializza in Italia sono responsabili gli stranieri. Sono responsabili dei 7 miliardi di euro di contributi che fa cassa all'Inps.

Tutte queste persone immigrate, circa 5 milioni sono responsabili di mantenere aperte le scuole italiane, con i suoi cerca 830.000 (2013-2014) studenti d'origine immigrata (50% nati in Italia).

I dati forniti de la Associazione Bancaria Italiana (ABI) gli “small business” di origine immigrata sono 83.950 una piccola imprenditoria che porta un saldo netto positivo di oltre 24.000 euro ciascuna. Il 7,4% delle impresse in Italia è gestita d'immigrati.

Dopo vent'anni d'immigrazione non c'è nessun dubbio che le persone immigrate sono una grande risorsa per questo paese.

Altri dati;
-dicono che il 50% di studenti stranieri sono nati in Italia e non hanno la cittadinanza.
-Solo il 1% degli immigrati prende all'anno la cittadinanza(servirebbero 100 anni per concederli a tutti).
-La cittadinanza ai bambini nati in Italia solo viene riconosciuta dopo 18 anni.

Le persone immigrate anche reggono l'Italia, interessati a che questo paese non affondi, contribuiscono a mantenere L'INPS quindi le pensioni dei lavoratori italiani, dimostrandone ancora che sono una risorsa anche in tempi di crisi.

Queste persone immigrate non ricevono del mondo politico la loro riconoscenza, non hanno diritti pieni anche se sono già vent'anni di soggiorno in questo paese. I partiti siano de destra o detti di sinistra negano ancora la cittadinanza per i bambini nati o cresciuti in Italia. Il mondo politico ha paura del vecchio ricatto della Lega Nord e non vuole cancellare la arretrata Legge Bossi-Fini. I legislatori quindi senatori e deputati de tutta la scacchiera politica mantengono nella pratica il contratto di soggiorno, istrumento di ricatto imprenditoriale ai lavoratori immigrati . La legge Bossi-Fini nel 2002 con l'art 18 a tolto il sacro diritto di tutti i lavoratori immigrati di essere proprietari dei loro contributi. I requisiti per acquisire più diritti sono innalzati a 10 anni anni di residenza regolare per la cittadinanza, a 5 anni per chiedere il permesso di soggiorno europeo de lunga durata, Chi non ha un contratto indeterminato ha il calvario di chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno ogni anno e addirittura il precedente governo innalzo i prezzi per il rinnovo de tutti i documenti che riguardano il soggiorno degli immigrati.

Per tutte queste ragione il Comitato Immigrati in Italia, considera che sono maturi i tempi di riprendere la lotta, come l'unica strada per fare sentire la loro voce.

Il Comitato Immigrati invita a tutte e tutti le persone immigrate a crearsi momenti e posti di discussione della situazione legale che ci riguarda; al permesso di soggiorno, permesso di soggiorno europeo, ricongiungimento familiare, recupero dei contributi previdenziali depositati al INPS, diritti di cittadinanza, diritto d'asilo politico e umanitario e diritto al voto,

Invitiamo a tutte le organizzazioni delle persone immigrate: Associazioni culturali, sportivi, federazioni, Onlus, cooperative e piccole impresse a unirsi a tutte le azioni pacifiche, legali, che si faranno nelle piazze, nei locali, nei teatri, nei comuni, nei locali delle regioni, nel Senato a riguardo dei punti in questa proposta di piattaforma e altri punti che se considereranno nella riunione del 7 dicembre a Roma .

Comitato Immigrati in Italia (sede di Roma)
Roma, 28 Novembre 2013.

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